La storia dell'Istituto

Gli inizi

Era il lontano 1918 quando, nell'allora Regno d'Italia, per iniziativa dl Sindaco sen. Secondo Frola, coadiuvato da un Comitato di Chimici, di Tecnici e di Igienisti, sorse a Torino la prima Scuola Tecnica Industriale per l'Arte Bianca e per le Industrie Dolciarie.
La "Regia Scuola per la Panificazione e le Industrie Affini" iniziò la propria attività in sede modesta, espletando Corsi di insegnamento serale della durata di alcuni mesi e con carattere prevalentemente pratico.

In Corso Stupinigi 11, in locali più adatti ed adeguati, ricevette nuovo sviluppo nell'insegnamento, allargando la propria sfera d'interesse alle aziende dolciarie e affiancando un Laboratorio Chimico ed un Gabinetto Sperimentale di analisi e ricerche.
La Seconda Guerra Mondiale portò il suo carico di distruzioni anche alla Sede di questa Scuola che pertanto si trasferì nei locali di via Giolitti 42, dove fu necessario ricreare una nuova attrezzatura didattica, nuovi impianti di laboratori per alunni e rinnovati gabinetti di ricerca e di analisi chimica.

La ricostruzione

Nella difficile e delicata opera di ricostruzione la scuola seppe avvalersi del sostegno anche finanziario degli enti locali e delle associazioni di categoria.
Per molti decenni la scuola rimase l'unica in Italia ad operare nei settori artigiani ed industriali specifici, svolgendo attività didattica mediante Corsi per Tecnici con orario diurno e Corsi per Maestranza con orario serale.
Gli iscritti e frequentanti la Scuola, fin dagli inizi, provenivano non solo dal Piemonte ma da tutte le Regioni d'Italia, e poi dai Paesi europei ed extraeuropei.

Quando la Scuola sorse prese in gestione un panificio, ma dopo qualche anno si riscontrò l'opportunità di cederlo e di attrezzare, in sua vece, degli impianti pilota funzionanti di limitata produzione. Sulla scorta di questo principio la Scuola ha attrezzato un complesso di macinazione didattico-sperimentale per la molitura del grano tenero.
Anche gli alunni del Corso Industrie Dolciarie si sono avvalsi fin dall'inizio di una laboratorio per la produzione di pasticceria e biscotti con forno elettrico e macchinario aggiornato che ha permesso esercitazioni per la produzione di confetteria e pralineria di vario tipo, oltre le esercitazioni di decorazione dolciaria con specifiche attrezzature.
Tradizione e Innovazione quindi hanno dato da sempre un impulso decisivo a una Scuola che ha saputo coniugare competenze pratiche e scientifiche e una capacità creativa ed artistica.

Prof. Antonio Miredi

 

Chi era Jacopo Bartolomeo Beccari?


"Dobbiamo inchinarci a questo nome, dacché può dirsi che incominciò da lui la chimica in Italia a gettare qualche sprazzo di vivida luce".
Così si legge nell'Enciclopedia di chimica scientifica e industriale del 1878. E infatti Jacopo Bartolomeo Beccari occupò la prima cattedra di Chimica in Italia, nella Università di Bologna.

Jacopo Beccari non è stato però soltanto un chimico ma uno scienziato ed artista poliedrico che ha saputo coniugare la ricerca pura e la sperimentazione. Nacque a Bologna il 25 luglio 1682 da Romeo, speziale, e da Flaminia Vittoria Maccarini. Prestissimo cominciò a coltivare le lettere e la poesia; a 15 anni intraprese lo studio della filosofia. Studiò anche geometria e trigonometria, ma soprattutto si dedicò alla medicina sotto la guida di un allievo di M. Malpigli.

Conseguita la Laurea nel 1704 in Filosofia e Medicina presso l'Università di Bologna, Beccari fece parte di un gruppo di studiosi che fu riunito da E. Manfredi sotto il nome di "Accademia Degli Inquieti". Praticò numerose autopsie sotto la guida di G.B.Morgagni, del quale fu allievo ed ammiratore, e cominciò ad esercitare la medicina pratica soltanto nel 1712. Dalla facoltà medica dell'Università di Bologna fu destinato alla cattedra di Chimica ivi istituita con decreto del 16 novembre 1737 e le sue lezioni furono frequentatissime anche da parte di stranieri.

All'attività didattica Jacopo Beccari seppe unire una vasta ricerca scientifica, riguardante generalmente discipline connesse con la medicina: la fisiologia, la patologia, la dietetica, la bromatologia, l'idrologia, la meteorologia in rapporto alle manifestazioni morbose a ricorrenza stagionale. Ma compì anche studi di chimica e di fisica, che lo tennero occupato sino alla morte, avvenuta a Bologna nel gennaio 1766.

Fu sepolto nella chiesa del Baraccano a Bologna. Beccari, essenzialmente un fisiologo, fece crescere la scienza della alimentazione e di chimica degli alimenti.

Beccari è passato comunque alla storia della scienza soprattutto come lo scopritore del GLUTINE. Descrisse così il metodo di separazione del glutine, consistente nel mescolare e impastare con acqua la farina di grano e spremerne poi per coltura attraverso tela di lino la parte liquida, che porta via con sé l'amido. L'importanza della scoperta sta non solo nell'aver separato dalla farina di frumento una sostanza nuova, ma anche nell'aver trovato in un vegetale un componente simile a quelli prima ritenuti caratteristici degli organismi animali.

(ricerca condotta dal prof. Antonio Miredi)

AdjuntoTamaño
storia-beccari.pdf186.06 KB